
"Ho imparato che la fede e la scienza sono due facce della stessa medaglia, separate da una distanza talmente esigua eppure ampia quanto basta per far in modo che una non possa vedere l'altra."
da pagina 84:
era l'addormentarsi col petto di sam premuto contro la mia
schiena e sentire il suo cuore rallentare e armonizzarsi col mio, ecco cos'era.
era diventare grandi e capire che la sensazione delle sue braccia che mi
stringevano, l'odore di lui mentre dormiva, il rumore del suo respiro, tutto
questo voleva dire casa ed era tutto ciò che desideravo alla fine di una
giornata.
Piccolo commento:
--> attenzione, spoiler!!
ritrovare Sam&Grace.
Sam&Grace che sono rimasti con te per tutto il tempo.
e dalla prima riga ti ritrovi nei loro luoghi.
li senti sulla pelle.
respiri l'odore dei boschi, l'odore dei lupi, l'odore della casa di Grace, della casa di Beck, della casa di Isabel.
senti la pelle scottare mentre Sam&Grace si sfiorano.
senti il respiro di Isabel&Cole.
Cole. Isabel. non li vuoi, vuoi solo Sam&Grace, brami la loro storia, il loro amore, le loro emozioni, i loro sensi.
Sam. Grace. ti scorrono nel sangue.
e il vortice degli eventi ti fa precipitare insieme a loro.
Cole. ora ne hai bisogno. è l'unica speranza.
Sam. trovala. per te. per noi.
(…) Alla fine salì sul letto - che sotto il suo peso scricchiolò - trasalì e poi
si sistemò sul bordo, fuori delle coperte. Adesso sentivo ancora più intenso
l’odore di lupo, e sospirai, pervasa da uno strano senso di soddisfazione. Anche
lui sospirò.
“Grazie” disse. Molto educato, considerato che stava
dormendo nel mio letto.
“Prego.”
Fu allora che mi travolse la
consapevolezza di quello che stava succedendo. Ero a letto con un ragazzo
mutaforma. E non un mutaforma qualsiasi, ma il mio lupo. Continuavo a rivivere
il ricordo di quando si era accesa la luce della veranda e l’avevo visto per la
prima volta. Dentro di me fremeva uno strano miscuglio di eccitazione e
nervosismo.
Sam volse la testa per guardarmi, come se i miei nervi
avessero sprizzato scintille. I suoi occhi brillavano nella luce fioca a qualche
centimetro da me. “Ti hanno morso. Anche tu avresti dovuto trasformarti, lo
sai.”
Nella mia testa i lupi circondavano un corpo nella neve, le fauci
insanguinate, i denti scoperti, e ringhiavano contro la preda. Un lupo, Sam,
trascinò via il corpo dal cerchio di lupi. Lo trasportò attraverso il bosco,
ergendosi su due gambe che lasciavano impronte umane sulla neve. Sapevo che mi
stavo addormentando, così cercai di scuotermi per rimanere sveglia; non
ricordavo di avere risposto alla domanda di Sam.
“A volte avrei voluto
che succedesse” dissi.
Lui chiuse gli occhi, a miglia di distanza,
dall’altra parte del letto. “A volte anch’io.” (…)